CURRENT MOON
 
 

 

 
 

Elaborazione foto Planetaria

 

Prima di partire ed addentrarci nel discorso voglio ricordare “3 comandamenti” essenziali per qualsiasi astroimager (moderna definizione dell’astrofotografo):

 

  Meticolosa e maniacale collimazione delle ottiche

  Scrupolosa messa a fuoco dell’immagine (da ripetere spesso durante la sessione fotografica)

  Seeing almeno 6/10 scala pickering… altrimenti è meglio tornare a letto !

 

Partendo dal presupposto che non esiste attualmente una specie di panacea o di formula alchimistica in grado di trasformare un frame qualsiasi in una immagine finale stupenda mi sono convinto che la via giusta vada percorsa utilizzando alcuni procedimenti standard ma adattabili al modello che dobbiamo trattare al momento. Quelle che seguono sono delle note e documenti presi in giro ed adattati per cercare di aiutare chi vuole intraprendere questa difficile ma affascinante “arte” della elaborazione digitale di immagini astronomiche.

 

Iniziamo da IRIS, uno dei più potenti software free in ambito astronomico.

Seguirà il tutorial di Registax ver.3 altro valido antagonista e forse un più intuitivo soprattutto per chi è alle prime armi in ambito elaborativo.

 

   L’ACQUISIZIONE DI FILMATI PLANETARI
Apriamo IRIS e dopo aver applicato la Webcam clicchiamo sulla voce di menu : WEBCAM > Preview.
L’operazione consente di visualizzare al monitor l’oggetto inquadrato, poniamo Giove ad esempio.
Giove è un astro molto brillante per cui non potremo riprenderlo in situazione automatica cosa fattibile per la Luna e talvolta per Saturno, dovremo agire in situazione ‘manuale’.
Clicchiamo ora sulla voce di menu: Webcam > Video properties, comparirà la finestra delle proprietà della webcam.
Assumiamo di operare con la Vesta.
All’apertura delle proprietà ci si presenterà la tabella relativa ai controlli dell’immagine.
Lasciamo la LUMINOSITA’ al valore corrente di default settato dalla casa produttrice (circa il 60%).
Dobbiamo decidere ora il settaggio fps (frames per second) ovvero il numero dei frames con cui vogliamo riprendere il pianeta.
Questo numero deve essere sempre <= 15, un valore più alto genererebbe un rumore elettronico sensibile che si ripercuoterebbe sul frame rendendolo inutilizzabile, oltre a creare problemi ulteriori qualora il nostro computer non fosse dell’ultima generazione.
Se, e soltanto se il seeing è alto, ovvero supera il valore di 5-6/10 sulla scala Pickering, possiamo porre fps a 15, la qualcosa ci consente di acquisire un alto numero di frames.
Se invece il seeing è di valore più basso, è buona regola operare a 10 fps ed in casi di bassa trasparenza atmosferica a 5 fps in modo da bilanciare la diminuita luminosità dell’astro a causa di un’ eventuale alta umidità atmosferica.
Il tempo di acquisizione dovrà porsi al MASSIMO sui 120 secondi, seppur in questo caso inizi ad evidenziarsi il moto angolare del pianeta; meglio dunque porre 90 se non 60 secondi, un tempo comunque sufficiente per registrare un alto numero di frames.
Un alto numero di frames registrato non è indispensabile anche se auspicabile per la futura elaborazione degli stessi.
Tuttavia, il numero dei frames ritenuti buoni non deve scendere sotto i 300-350 pena un insufficiente possibilità di elaborazione degli stessi per la bassa dinamicità dell’ immagine che potrà risultare.
Settiamo infine il GAMMA ad un valore intorno al 10-20% onde evitare una ulteriore desaturazione dei frames con conseguente perdita della colorazione.

La prima tabella delle proprietà è così completamente settata.
La seconda prevede il settaggio della proprietà più importante nella ripresa dei pianeti, quello che è chiamata GAIN, guadagno che deve essere settato in modo appropriato quando si agisce in modalità MANUALE.
Fortunatamente IRIS ci aiuta in questa fase critica mettendoci a disposizione un importante ausilio: la misura del cosiddetto ADU (Analog Digital Units) un sistema di misura per calibrare l’intensità luminosa dell’immagine acquisibile.
Per far ciò è sufficiente cliccare, sempre in preview, menu
Webcam > One shot.
Si aprirà una box che presenterà una serie di numeri.
Sono i valori minimo e massimo per i canali R G B relativi all’immagine che si sta riprendendo.
Tali valori dovranno essere rispettivamente 0 (zero) e circa 180 (un valore ottimale per Giove da come ho praticamente riscontrato).
Un valore più alto di 180, a meno che il seeing non sia elevato, o peggio minore di 20 punti, portano fatalmente ad una difficoltà di elaborazione dei frames.
Una volta che avremo eseguito questo settaggio, blocchiamo il BILANCIAMENTO del BIANCO settando l’ opzione automatico.
Siamo pronti così a riprendere il Gigante.
Per SATURNO il settaggio non è molto diverso da quello di Giove e sostanzialmente valgono tutti i parametri suesposti.
Solo il GAMMA dovrà essere leggermente variato preferendo un valore prossimo a zero, ma non zero.
La luminosità più bassa impone un valore del gamma più basso pena l’introduzione dell’ onnipresente rumore elettronico che si farebbe fastidioso con valori maggiori.
Per la Luna, se riprendiamo senza accessori interposti e nelle zone quasi uniformemente illuminate, possiamo riprendere in modalità completamente automatica, liberandoci così da settagli particolarmente delicati.
Non così se operiamo con l’interposizione di accessori, in questo caso valgono le stesse modalità operative per i pianeti.

 

  L’ELABORAZIONE DELLE IMMAGINI PLANETARIE

Dopo aver acquisito un filmato .avi di un oggetto planetario, si rende necessario elaborare convenientemente i frames registrati.
L’ immagine contenuta nel frame generalmente non ha una qualità tale da essere visualmente accettabile “così come è” per molti motivi.
E’ necessario sommare una serie di frames per aumentare la qualità, la nitidezza e la ricchezza di particolari che potrà contenere l’immagine finale.
Il processo non è cosa molto semplice anche quando abbiamo registrato frames di buona qualità.
Ed ogni serie di filmati ripresi in una singola sessione può doversi elaborare in modi particolari.
Sostanzialmente non esiste una modalità univoca nella elaborazione e questo accade in particolar modo per le immagini di Giove.
Iniziamo a descrivere la elaborazione dei frames su questo pianeta.

La prima cosa. è scegliere i frames migliori tra quelli registrati.
Possiamo farlo in due modi sostanziali: visualmente ossia manualmente, oppure affidare la scelta al programma di elaborazione.
Nel secondo caso la fase non è del tutto affidabile. Spesso, se non sempre, vengono lasciati frames visibilmente non buoni, ovvero non contenenti dettagli apprezzabili, o peggio vengono considerati frames che non li contengono affatto.
E’ dunque meglio procedere ad una scelta manuale servendoci di VirtualDub oppure di affidare la scelta automatica a K3CCD Tools.
In quest’ ultimo caso avremo anche la comodità di eseguire un primo allineamento delle immagine contenute nei frames e un ridimensionamento della grandezza del quadro di ripresa originale portandolo ad una misura utile ad una successiva archiviazione più leggera.
Un filmato .avi di 60 secondi contiene qualcosa come circa 500 megabytes che anche zippato si riduce variabilmente a circa 60-100 megabytes.
L’ operazione della scelta così eseguita può essere completata con una scelta manuale dei frames trattati.
A questo punto abbiamo la serie pronta al trattamento vero e proprio,
Questa fase può essere eseguita sia con IRIS che con REGISTAX.
Con il primo programma dovremo ancora attendere ad una serie di fasi di elaborazione in quanto dovranno essere processati i canali RGB componenti l’ immagine totale.
Registax, quelle stesse fasi le compie unicamente per poi passare a quella successiva che comprende quella della WAVELET, cioè l’ applicazione di un filtro atto a far risaltare i particolari contenuti nell’ immagine grezza (rough o raw ) risultante.

     Vediamo la procedura con Iris
La prima cosa da farsi è settare la working path, ossia la directory dove il software appoggerà i file elaborati. e dove verrà preventivamente posto il file .avi da trattare.
Ora dobbiamo convertire il file nelle tre componenti R G B (Red-Green-Blue) eseguibile automaticamente dalla voce di menu File > AVI conversion..
Si presenterà una box dove scrivere il nome generico per i tre canali che nomineremo semplicemente R G B.
L’ operazione immediatamente successiva è NORMALIZZARE ogni frames dei canali a zero, in pratica portare a zero il sottofondo dell’ immagine.
La fase viene eseguita per ogni serie R G B da menu
PROCESSING > Offset normalization of a sequence
Nella box dovrà essere scritto il nome del file origine (input), del file generato (output) e della quantità di frames da trattare. Assumeremo di volta in volta R, G, B sia per l’ input che per l’ output, risparmiandoci così un notevole spazio nell’ HDD.
Ora dobbiamo sommare ciascuna serie di files ottenuti, possiamo continuare in tre modi, ma ne considererò due, i più veloci.

In ciascuno dobbiamo caricare un primo frames, generalmente G1.
Da menu clicchiamo l’ iconcina con “6 righine”, si presenterà una box dove potremo scrivere i comandi necessari, ed in questo caso
LOAD G1.
L’ immagine dovrà essere inscritta in un rettangolo sufficientemente grande, diciamo una volta e mezza la dimensione del pianeta.
Possiamo ora far eseguire il comando

COMPUTE_TRICHRO1 G R G B 256 [N° frames da trattare] [N° frames totali]

Dove G R G B sono rispettivamente il frame di confronto, R, G, B il nome generico dei frames di canale. 256 la finestra su cui verranno allineati i frames di canale. Questo numero deve essere una potenza del 2 dunque, a seconda della grandezza dell’ immagine del pianeta, potremo porre 64-128-256 o 512.

Più veloce è l’ altro comando

COMPUTE_TRICHRO2 G R G B 70 [N° frames da trattare] [N° frames totali]

Dove G R G B hanno lo stesso significato del precedente; cambia il tipo di finestra di allineamento, nel caso un numero che renda nettamente distinguibile al programma il bordo del pianeta dal sottofondo.
Un buon valore di tale numero è appunto 70.

Al termine dell’esecuzione del comando avremo a disposizione quello che è il risultato finale grezzo il rough-result o raw-result.
La successiva critica operazione è quella dell’ esaltazione dei dettagli contenuti nel risultato, dobbiamo applicare in modo appropriato una particolare serie di filtri.
Nella versione 4.13 di IRIS i file di canale del raw-result sono nominati
@R @G @B e la composizione dell’ immagine sarà eseguita per mezzo di una box accessibile dal menu View > (L)RGB e dunque dovremo scrivere nelle righe corrispondenti quei nomi.
Per facilitare le operazione successive salviamo l’ immagine ora generata scrivendo
SAVEBMP raw_result_0
E quindi ricarichiamola con
LOADBMP24 raw_result_0 R1 G1 B1
Carichiamo ora un canale alla volta e applichiamo il filtro di VAWELET con valori opportuni, ad esempio
Finest = 2
Fine = 2
Medium = 1.5
Remain = 0.80
Applichiamo un GAUSS = 1.00
Salviamo di volta in volta il risultato SAVE R1….G1….B1
Ricarichiamo ciascun canale ed applichiamo gli stessi valori di wavelet ma con un valore REMAIN di 0.90 applicando in ultimo sempre lo stesso GAUSS.
Ricarichiamo ancora i canali ed applichiamo un Unsharp mask con check dell’ opzione edge e valori di default.

Infine ricomponiamo l’immagine con LOADBMP24 raw_result_0 R1 G1 B1.
Molto probabilmente i canali non saranno del tutto allineati, è ciò che faremo in Registax dopo aver salvato il risultato finale ottenuto in IRIS.
Passiamo dunque in Registax e carichiamo il risultato come immagine .BMP.
Dopo il caricamento, Registax passa automaticamente alla fase di Wavelet processing, in questa parte ci viene presentata l’ opzione SET RGB SHIFT, usiamola.
Questa fase di caricamento dell’ immagine in Registax risulta conveniente per un aspetto importante; l’ immagine risultante in IRIS probabilmente sarà apparsa un po’ scura, il passaggio ripristina la brillantezza a valori più alti..
Salviamo l’ immagine corretta anche con lo stesso nome con cui l’ abbiamo caricata (ciascuno poi opererà come meglio crede) e ricarichiamola in IRIS per i passaggi finali nel ritocco dei colori che si risolve nella maggior parte dei casi ad un leggero aumento della loro saturazione spesso portandola ad 1.20.
Nel caso in cui il telescopio usato sia stato il C8 accoppiata alla Vesta, l’ aumento di saturazione potrà essere applicato con valori fino a 2.
Volendo dare un effetto patinato all’ immagine potremo variare il gamma in IRIS raggiungibile da menu View > White balance portandone il valore a 0.90-0.95.

L’ elaborazione in IRIS è certamente lunga, ma il risultato finale risulterà molto soddisfacente.
L’ elaborazione in Registax prenderà molto meno tempo, ma il risultato sarà leggermente inferiore, tuttavia l’ immagine finale potrà sempre essere corretta in IRIS.

La procedura in Registax si riduce al caricamento del file .avi ed al calibramento di alcuni parametri di elaborazione.
Stiamo attenti a lavorare in Color processing senza LRGB, in certi casi il risultato può risultare sovraesposto e difficilmente correggibile.
Dopo il caricamente ci verrà chiesto di posizionare un rettangolo che deve circoscrivere l ‘immagine nel frames, usiamo quella più compatibile con le dimensioni del pianeta registrato.
E’ assolutamente indispensabile scegliere un immagine di confronto che sia la migliore possibile.
Dopo questa operazione il programma prosegue nella sezione Aligning (Allineamento).
Qui dobbiamo settare alcuni parametri che possono risultare abbastanza critici.
Processing options : check l’ opzione con valore 50%
Optimizing options: Search Area = 1 pixel
Il valore relativo alla Lower quality istruisce il software nella scelta della quantità di frames da sommare, in genere un buon valore è tra 75-80%.
Alignment filter= 5 pixels
Qualità filter band=10 allo start e = 5 per la width.
Check l’ opzione track object

Cliccare Align & stack.

Al termine della procedura il software passa alla sezione Wavelet processing dove possiamo agire su 6 parametri al fine di esaltare i particolari contenuti nel risultato.
I valori dipendono dalla quantità e la qualità dei frames sommati.
Non possiamo dunque indicare alcun valore di massima.
Tuttavia, ciccando sui pulsanti relativi alle layers e mantenendoli premuti, possiamo avere un’ idea su quei valori.
In via di principio è sempre meglio non eccedere, l’ immagine finale potrà sempre essere rifinita in IRIS o in qualche software di fotoritocco.

 

 

  Tutorial: Registax

 

Nella seguente guida si propone un'introduzione all’uso del software Registax ver.3 partendo dalla cattura di un video astronomico in formato AVI.

Si tratta di una tutorial basilare dove si esploreranno le opzioni più comuni dell'applicazione. 

 

  1. aprire il video AVI

Pressando il bottone "Select" nella barra degli attrezzi superiori si apre un 

quadro di dialogo per selezionare il video o immagini fisse che andiamo a 

processare. Può vedersi una previsualizzazione del contenuto dell'archivio alla destra 

del quadro e nella finestra principale dell'applicazione. 

Il programma può aprire simultaneamente più di un video o immagine nei formati 

sopportati: AVI, BMP, FIT, JPG, TIF e PNG. Questo permette di processare sequenze di 

immagini dello stesso oggetto ed ottenere migliori risultati. Per selezioni 

multiple, mantenere il tasto CTRL pressato e fare click sugli archivi. 

Accettando la nostra selezione se il video o le immagini hanno informazione di colore e 

l'opzione "Colour" della barra di opzioni era disattivata, apparirà il seguente avviso:

nell caso di volere conservare il colore delle immagini, nei pianeti per esempio, 

pressiamo "Yes". Se non abbiamo bisogno del colore, generalmente nella Luna, pressiamo 

"No". Ugualmente possiamo cambiare l'opzione dalla sbarra superiore di opzioni 

del programma.

Attivando l'opzione "Colour" si abilita l'opzione "LRGB". Selezionando quest’ultima 

avremo la possibilità di accedere a caratteristiche avanzate nel procedimento 

con wavelet (incrementare certe caratteristiche dei colori specifici) 

Attivando l'opzione "Subdirectory" i risultati del procedimento si guarderanno 

in una subdirectory della directory originale. Il nome desiderato può 

trovarsi nel quadro di testo una volta attivata l'opzione. 

  1. selezionare il frame e l’area di riferimento

Facendo click nell'opzione "Framelist", angolo inferiore destra, appare un elenco 

con tutti i frames degli archivi aperti. Questo elenco può percorrersi 

utilizzando le frecce destra/sinistra della tastiera. 

Bisogna scegliere un frame di riferimento, uno che sia particolarmente buono, quello che 

Mostra più dettagli e risulta più nitido. Questo frame sarà utilizzato per il programma 

per calcolare la qualità di tutti i frames

Se si scelgono frames brutti, poco nitidi, immagini torbide, si può fare 

utilizzando la sbarra speciale della tastiera quando ci posizioniamo su essa o 

facendo click sull’icona di verifica alla sinistra di ogni frame () 

Si può fare una selezione manuale dei migliori fotogrammi, o lasciare che il 

programma calcoli automaticamente la qualità a partire dal frame di riferimento 

selezionato. 

Ora bisogna scegliere l'area nella quale il programma farà l'inseguimento dell'oggetto. 

Per questo selezioniamo un valore dalla opzione "Alignment box" nella barra 

di opzione.

Il valore dipenderà dall’area della struttura di riferimento. Se si tratta di 

un pianeta, è possibile che sia completo in 64 o 128 pixel. Piccoli 

riferimenti, come getti possono usare aree più piccole. Quanto più grande è

l'area di inseguimento selezionata, più lento sarà il processo. 

Per l'esempio utilizzeremo un'area di 128 pixel dove si trova il cratere 

visibile verso il centro del video. Quando si posiziona il cursore sull'immagine, l'area 

appare squadrata. Si deve fare click nel centro del nostro oggetto di 

riferimento. Per quanto possibile bisogna utilizzare una caratteristica ad alto contrasto e ben 

definita per avere un buon inseguimento dell'area. 

Attivando l'opzione "Zoom" dentro "Alignment box", si apre una piccola 

finestra dove appare ampliata l'area dell'immagine dove si trova la posizione del 

mouse. 

  1. allineato delle immagini

Quando si fa click sulla caratteristica seguente si visualizzano vari quadri 

che possono evidenziarsi facendo click nell'angolo superiore sinistra di ognuno, 

In questa tappa si dovrà selezionare un metodo di stima della qualità del 

immagine, dalla barra di opzioni. 

I metodi di stima di qualità sono quattro: Classic, Human Visuale, Compress 

e Locale contrast. In questo esempio utilizzeremo il Classic, lo stesso utilizzato in 

versioni anteriori a questa. Si raccomanda leggere il riferimento agli altri metodi in quello 

manuale dell'applicazione e sperimentarne altri con essi. 

In "Lowest quality" deve dare la percentuale di immagini che saranno 

processate una volta che si stimi la sua qualità.

Se versiamo il 70% la qualità delle immagini che saranno processate devono stare sopra quel valore rispetto alla qualità dell'immagine di riferimento originalmente selezionato. Quelle che stanno 

sotto non saranno comprese nel processo.  

Nell’opzione "Tracking settings" si raccomanda di lasciare selezionate le opzioni 

"Track object" e "Misalign warning", questa ultima serve affinché il frame di riferimento allineato  

si perde il riferimento con l'opzione di tornare a selezionare l'area e rifare il procedimento dall’inizio.

In questa versione del programma Registax calcola automaticamente la migliore posizione 

del FFT Filter. Così possiamo variare la sua ubicazione per riuscire un FFT Spectrum con 

un centro rosso piccolo, dando maggiore importanza alle

caratteristiche più piccole dell'immagine dove, in teoria, si localizzano i 

dettaglia che gli concedono nitidezza. 

Pressando il bottone "Align", sopra alla sinistra, comincia il processo di allineato 

delle immagini. Si raccomanda di avere l'opzione "Automatic" disattivato nella barra 

di opzioni "Processing", ed un'area di 1024 pixel selezionato.

Alla parte inferiore sinistra della finestra si può seguire il progresso dell'allineamento delle 

immagini. Una volta completato, pressiamo il bottone "Limit", ubicato giusto 

sotto a "Align", Questo ci permetterà di passare alla tappa successiva; questa opzione serve 

per scartare tutti i frames che stanno alla destra della barra di movimento 

inferiore e bisogna assicurarsi che il controllo si localizzi alla fine della barra di 

movimento se vogliamo che si sia tenuto conto di tutti i frames.

 

  1. ottimizzazione

Una volta terminato l’allineamento dei frames si passa allo schermo di ottimizzazione. 

Nel grafico dove appare la qualità dei frames ordinati da maggiore a 

minore (linea rossa), e la differenza tra essi (linea azzurra).  Come è logico, a minore 

qualità la differenza si incrementa. L'ottimizzazione ha come finalità ridurre 

queste differenze. 

In "Optimizer", nella barra di opzioni, deve riversarsi l'area di ricerca per 

quell'ottimizzato e la percentuale di ottimizzazione. Un'area piccola ed una percentuale 

piccola darà risultati più precisi nel processo. 

 

Click nel bottone "Optimize" per cominciare. Nella barra inferiore si mostra il progredire dell’ottimizzazione. Per scegliere la percentuale di ottimizzazione desiderata, fino a quello 

1% secondo quest’esempio, può darsi che il processo si ripeta varie volte automaticamente fino ad ottenerlo. 

Una volta terminato, passiamo allo schermo "Stack" facendo click sull'opzione di quello 

stesso nome nella sbarra superiore. 

 

  1. Stacking

Pressando sotto sull'opzione "Stackgraph" alla destra, si apre il quadro di 

selezione di frames. Coi controlli di movimento orizzontale e verticale possono 

selezionarsi i frames che si desiderano fare la media per la riuscita dell'immagine finale. 

L'asse orizzontale ha differenti frames ordinati per qualità, e nell'asse 

verticale è possibile scartare i frames che più differiscono da quello selezionato 

originalmente. 

La quantità di frames selezionati per processare viene mostrata nella parte inferiore 

del programma (prendere nota di questo dato) per dopo poterlo includere coi dati 

dell'immagine finale, come la qualità e la differenza. Nell'esempio, si hanno 

selezionato 360 frames di una qualità maggiore o uguale all’85%  ed una differenza 

minore o uguale al 70%: 

Stacking: quality >=85 percento, difference <= 70 percento, n = 360 

Opzionalmente, facendo click in "Stack list" (sotto a destra), si può fare 

un'ultima selezione manuale dei frames che desideriamo che siano processati.

Questo elenco, a differenza di quello del primo schermo, i frames sono ordinati per qualità, determinata automaticamente dal programma.

Attivando l'opzione "Expand image" nella barra di opzioni superiore, il programma 

darà l'immagine finale tenendo conto delle differenze tra ogni frame

Per cominciare il procedimento, pressare il bottone "Stack", sopra alla sinistra. 

La barra di progresso nella parte inferiore dello schermo ci informa della percentuale 

Dell sviluppo. Al termine, l'immagine processuata sarà mostrata sullo schermo. 

 

  1. Wavelets

Terminata la tappa di stacking si passa allo sviluppo con i wavelets per risaltare le 

caratteristiche dell'immagine. Per passare a questo schermo, fare click in "Wavelet"

nella parte superiore dello schermo, alla destra dell'opzione "Stack." 

È buona norma conservare l'immagine originale senza processarla, per potere fare 

Un’altro tipo di sviluppo in un'altra occasione o con un altro software, utilizzando un formato senza perdita di dati, come BMP, TIFF o FIT. 

Lo sviluppo con wavelets si divide in sei cappe (layers) che intensificano 

differenti caratteristiche dell'immagine. La prima cappa (layer 1) normalmente contiene 

molti dei dettagli dell'immagine. 

Muovendo i controlli appariranno i risultati in tempo reale sull'area di 

sviluppo. Questa area può muoversi, facendo click sul l'immagine, nel caso

che l'area di procedimento selezionata sia minore dell'area totale dell'immagine per processare

tutta l'immagine, pressare il bottone "Do all", questo bottone si trova 

disattivato se l'area del processo abbraccia tutta l'immagine.

È importante essere diligente e non sottoprocessare l'immagine. Un sotto processo 

darà un aspetto artificiale e poco gradevole, con la possibile apparizione di rumore. 

Sotto alla destra si localizzano le opzioni di "Contrast", per ridurre la luminosità e 

Il contrasto, e "Gamma", per ridurre la gamma dell'immagine.

 

  1. ritocchi finali

Finito lo sviluppo con wavelets si passa alla parte finale del procedimento. 

Per accedere a questo schermo fare click in "Finale", nella parte superiore dello 

schermo, ed a destra di "Wavelet". 

Su questo schermo di potrà ruotare l'immagine selezionando "Flip X" e "Flip" e si può 

fare una rotazione di 180 gradi e mettere, per esempio, l'immagine della Luna con 

il Nord verso l'alto. 

Per le immagini a colore, può ridurre accuratamente la saturazione muovendo 

il controllo "Saturation”. 

Per tagliare un'area dell'immagine, trascinare il cursore dall'angolo superiore 

sinistra fino all'inferiore destra col bottone sinistro pressato incorniciando 

l'area desiderata. 

Può guardarsi una copia dell'immagine in maggiori dimensioni con l'opzione "Resize", e 

selezionare nel quadro il livello di amplificazione, 200% per esempio.

Per conservare l'immagine finale, pressare il bottone "Save Image". Si raccomanda 

di conservarla in un formato senza perdita di informazione, BMP, TIFF o FIT. 

Per la sua pubblicazione può ottimizzarla con JPG e con qualche programma esterno, come 

Photoshop, opzione "Save for the web", CTRL+SHIFT+ALT+S, e selezionare valori 

di compressione ottimi per ogni immagine; si raccomanda non meno del 51% di 

qualità.